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trio

Una nuova esperienza "Seguito"


di Ghiaccio77832
20.03.2026    |    2.325    |    18 9.8
"Gli ho lasciato intendere che potesse non essere finita” “Allora invitalo a raggiungerci” Guardai Carlo con uno sguardo talmente sorpreso che dovette ripetermi quello che mi aveva detto..."
Dopo che Giuseppe uscì da casa Carlo incominciò a riempirmi di complimenti.
“Sei stata bravissima!”
“Sapevo che saresti stata all’altezza e che ti saresti trovata a tuo agio”
Mentre cercavo di ripulirmi il viso dal suo sperma lui continuava a parlarmi eccitato.
“Sei stata fantastica, hai dato tutta te stessa! La prossima volta ti voglio scopare in doppia, insieme..tutti e due…!
La proposta mi piacque, lo guardai con un sorriso, “Certamente amore. Lo farò molto volentieri!”
“E’ una cosa che voglio provare!”
Lasciai la stanza per andare in bagno a farmi una doccia, il mio stato d’animo era alle stelle.
Il getto caldo della doccia che mi massaggiava il corpo mi faceva rivivere quello che era successo e la cosa mi eccitava.
Mi accarezzavo il corpo alla ricerca del piacere appena provato.
Uscii dalla doccia che ero al settimo cielo, dopo essermi truccata indossai un perizoma color carne, poi scelsi un vestitino bianco aderente nella parte superiore e più largo in basso. Abbastanza corto da mettere in mostra il mio sedere e in evidenza le mie gambe.
Mi guardai allo specchio e vidi l’immagine di una donna felicissima di uscire con il suo "uomo".
Carlo era seduto su una poltrona, mi guardò estasiato. Si alzò mi indicò la poltrona su cui era seduto, mi ci inginocchiai sopra.
“Sei bellissima, hai un sedere fantastico, farai girare la testa a chiunque ti vedrà!”
“Brava, inarcati bene, come sai fare…”
Mi alzò il vestitino, mettendo in mostra il mio culetto coperto solo dal perizoma, mi diede due schiaffi sui glutei, quindi abbassò il perizoma e comincio a baciarmi la fica e il culetto.
Provai un brivido immenso di piacere nel sentire la sua lingua scivolare prima tra le mie labbra vaginali, poi soffermarsi sul mio sfintere e stuzzicarlo delicatamente.
Stavo raggiungendo un livello di piacere quasi immenso quando, dopo avermi posseduta con le sue dita, prese il plug e lo infilò nella mia fica ormai fradicia.
Lasciò che i miei umori lo bagnassero per bene poi lo sfilò e lo appoggiò sul mio culetto.
Lentamente lo infilò a fondo senza nessun problema.
“Adesso sistemati!” commentò accarezzandomi il sedere dolcemente.
“Lo terrai fino quando te lo dirò io”
Mi sentivo eccitatissima, la stoffa del perizoma mi stimolava il clitoride e spingeva a fondo il plug procurandomi ancora più piacere.
Una volta sistemata provai a camminare per casa, ogni passo mi procurava un brivido, lo sentivo a fondo.
Notai che camminavo bella dritta, come da bambina ai tempi delle lezioni di danza, tra di me pensai che se lo avessi avuto all’epoca sarebbe stato molto più semplice mantenere la postura eretta che voleva l’insegnante.
Usciti di casa salimmo in macchina, quando mi sedetti lo sentii ancora più a fondo, per un attimo mi irrigidii. Temevo che fosse entrato troppo a fondo, Carlo vedendomi in quello stato mi sussurrò nell’orecchio “Stai tranquilla, rilassati. Devi solo abituarti!” appoggiando una mano sulla mia gamba.
Mentre guidava verso il night club di Giuseppe la mano di Carlo scivolava lungo la mia coscia raggiungendo la fica, sentivo le sue dita accarezzarmi dolcemente sopra l’intimo. Mi toccava teneramente, soffermandosi spesso lulle grandi labbra proprio dove il perizoma era più umido dagli umori che quella carezza mi procurava.
Arrivammo al locale, Carlo mi sorrise accarezzandomi un’ultima volta prima di uscire.
Entrammo nel locale, Gianna era al suo solito posto, ci accolse con un sorriso, si avvicinò a me e dopo avermi baciato sulle guance sussurrò “Come mai cammini così. Sembri essere appena scesa da una passerella di alta moda!”
Carlo sentendo la domanda le rispose ridendo, “La bella ha il culetto impegnato al momento!” lei, indicando l’ufficio di Giuseppe, le disse che lo stava aspettando.
Gianna gli fece segno di andare e Carlo rivolgendosi a me disse “Vieni anche tu. Giusto per salutare Giuseppe!”
Entrammo dentro l’ufficio, Giuseppe non era solo, stava discorrendo con due ragazzi della sicurezza. Ci sedemmo su un divano, mi sentivo praticamente nuda. Mostravo le gambe scoperte anche a causa del vestino cortissimo che mi lasciava mezzo culetto scoperto.
Quando i due ragazzi uscirono dall’ufficio Carlo chiuse la porta a chiave.
Mi invitò ad alzarmi e ad appoggiarmi alla porta, appoggiai gli avambracci e voltai il viso lateralmente verso Giuseppe.
Carlo si mise dietro di me ed iniziò ad accarezzarmi nuovamente le gambe invitandomi a restare tranquilla in quella posizione.
Sentivo la sua mano scivolare sulla mia pelle, insinuandosi tra le mie cosce, consapevole di quello che Carlo voleva, inarcai la schiena mettendo in evidenza il mio sedere.
Lo sentii alzarmi il vestitino e arrotolarmelo sulla schiena.
“Allora cosa ne pensi?” domandò a Giuseppe spostandosi di lato e lasciando la visuale libera. “È magnifica”
Sentire quelle parole mi provocò un brivido di piacere immenso.
“Una zoccola perfetta, ma penso non riuscirebbe a fare nulla con un perfetto sconosciuto”
“Ti sbagli, la sottovaluti. Ma tocca a lei l’ultima parola”
“Come credi. Comunque ha un culetto spettacolare. Peccato non averlo provato prima! Ma sono sicuro che ci sarà un’altra occasione:”
Li sentivo parlare di me ed ero una tempesta di emozioni, in uno stato di eccitazione estrema dovuta al plug e allo spettacolino che avevo appena fatto.
Mi risistemai il vestitino, aprii la porta e mi avvicinai a loro.
“Non ho mai rifiutato una sfida. Farò uno spettacolo privato per un cliente!”
“Perfetto!” commentò felice Giuseppe, “Però è meglio che ti spieghi come funziona”
Mi guardò alla ricerca di un mio ripensamento poi iniziò a spiegarmi.
“C’è sempre una ragazza sul palco che fa uno spettacolo. Può essere un balletto, una lap dance o anche qualcosa di più erotico. Le altre ragazze stanno al bancone, i clienti possono invitarle a bare qualcosa o chieder uno spettacolo privato nel privè. La ragazza si esibirà per lui, potrà fare qualsiasi cosa voglia ma lui non può per nessuna ragione toccarla. Se qualcuno esagera può chiamare uno dei ragazzi della sicurezza che sono appena dietro la tenda del salottino”.
Lo ascoltai, ero affascinata dalla possibilità di esibirmi davanti ad un estraneo, cercai il consenso nello sguardo di Carlo e lui con un sorriso me lo concesse senza pensarci.
I due uomini si scambiarono anch’essi uno sguardo d’intesa, senza aspettare altro mi diressi verso il bancone e mi sedetti su uno sgabello.
Lasciai che il vestitino rimanesse sollevato quanto bastava a mostrare le cosce e una buona parte del mio culetto.
La musica faceva da sottofondo ad un balletto erotico di una ragazza che dava spettacolo ballando.
Uno spettacolo che attirava l’attenzione di quasi tutti i presenti, vedere la ragazza spogliarsi eccitava la clientela che ogni tanto esplodeva con applausi e commenti pesanti nei confronti della giovane ballerina.
Non passa troppo tempo che si sedette accanto a me un giovane trentenne vestito elegantemente.
Nonostante il caldo indossava un paio di pantaloni lunghi in lino e una camicia bianca anch’essa in lino. Ha un fisico normale, non palestrato, il suo sguardo mi ispirò fiducia.
“Buona sera, posso offrirle qualcosa?”
Lo osservai ancora una volta poi decisi di accettare il suo invito.
“Certamente, ma non al bancone”
Scivolai giù dallo sgabello e lo condussi verso un tavolino nella sala dove si facevano gli spettacoli.
La ragazza sul palco era cambiata, una moretta dalle forme prosperose ballava vicino al palo della lap dance spogliandosi lentamente.
Ci sedemmo, l’uomo ordino una bottiglia di Champagne al cameriere che intanto si era avvicinato.
Seduta sul divanetto Lasciai scoperte le mie gambe, anche perché la lunghezza del vestitino non mi consentiva di coprirle molto.
Cominciammo una conversazione veramente piacevole, “Sei italiana?”
“Si, sono nata e abito in zona!”
“Quanti anni hai?”
“Non si chiede mai l’età ad una donna”
“Vero, scusami. Però mi puoi dire cosa fai nella vita?”
“Sono una universitaria”
“”Quindi lavori qui per mantenerti agli studi?”
“Non proprio…”
“Più tardi potrò vederti fare il tuo spettacolo?”
“In realtà non lavoro qui. Ho fatto una sfida con il mio compagno”
“Una scommessa?”
“In un certo senso…”
“Ma se vuoi posso fare uno spettacolino privato, solo per te”
“in questo consiste la sfida?”
“Anche…”
“Voglio aiutarti a vincere la sfida, portami nel privé”
Mi alzai e lo presi per mano, mi guardai intorno alla ricerca di Carlo e Giuseppe. Sapevo che mi stavano osservando, volevo godermi la prima parte di vittoria.
Uno dei ragazzi della sorveglianza mi indicò un salottino dove la tenda era ancora aperta, ci infilammo. Sentii la tenda scorrere e dividerci dal resto del locale.
Un divano viola e un tavolino illuminati da luci soffuse violette componevano il salottino, l’uomo si sedette e mi chiese “Quel è il secondo step della sfida?”
Senza rispondere salii sul tavolino e sul ritmo della musica di sottofondo del locale iniziai a ballare in maniera sensuale.
Una danza provocante, con movimenti lenti e sensuali. Proponendomi a lui in maniera seducente e immediatamente dopo allontanandomi. L’atmosfera che si stava creando mi procurava un piacere notevole, sapevo di piacere allo sconosciuto che vedevo alquanto eccitato dal mio balletto.
Feci scivolare la parte superiore del mio vestito mostrandogli il mio seno, i capezzoli era duri, svettavano verso l’uomo.
Lo sfiorai più volte con il seno, percepivo la sua voglia di toccarmi ma ogni volta che accennava a farlo lo fermavo e mi allontanavo.
Feci scivolare tutto il vestito a terra, rimasi con il solo perizoma addosso, continuai a ballare in maniera sensuale, mi avvicinavo a lui, per ballargli di fronte, a pochissima distanza, lo vedevo chiaramente eccitato, trattenersi a fatica, percepivo il suo forte desiderio di toccarmi.
Conoscevo perfettamente le regole del locale, sapevo che in caso di necessità i ragazzi fuori dal privé sarebbero intervenuti subito.
Sapevo che loro stavano guardando cosa succedeva, l’idea di essere osservata mi procurava piacere.
Continuando nel mio balletto sensuale accennai con un labiale il mio permesso, sentii le sue mani scivolare calde e delicate sui miei fianchi.
Delicatamente prese il mio perizoma e lo fece scivolare verso il basso. Si trovò la mia patatina rasata davanti alla bocca, il suo tentativo di baciarla non raggiunse lo scopo. Mi allontanai da lui sorridendo. Lanciai un segno rassicurante ai due ragazzi che stavano per intervenire. Si defilarono subito palesemente eccitati dalla scena.
Immagino la sua sorpresa quando chinandomi gli mostrai il mio sedere con il pub infilato.
Oramai l’uomo aveva raggiunto un punto di non ritorno. Mi prese delicatamente per i fianchi attirandomi a se. In un momento di lucida follia scavalcai le sue gambe e mi sedetti su di lui. Percepii subito la pressione del suo membro turgido sulla mia fica.
Scorsi con la coda dell’occhio la figura di Carlo che attraverso le tende del privè mi stava osservando. Il suo sorriso di approvazione mi eccitò ancora di più, volevo dimostrargli fino a che punto sarei arrivata se solo lo avesse voluto.
Sentivo le mani dell’uomo tenermi i fianchi, percepivo in lui la voglia di possedermi ma anche il dubbio che tutto potesse terminare da un momento all’altro.
Appoggiai le mie labbra sulle sue in un bacio che divento subito passionale, le sue mani iniziarono a scivolare sul mio corpo alla ricerca dei miei seni.
Mi staccai un attimo da lui, scossi la testa in segno di diniego, lui rimase interdetto dal mio comportamento.
Lo stavo portando al parossismo, iniziai ad accarezzargli il torace mentre con un movimento del bacino scivolavo su di lui apprezzando la sua intenza eccitazione.
Avvicinai alle sue labbra ai miei seni, i capezzoli turgidi scivolavano lentamente sulla sua bocca desiderosa, ma appena lui cercava di baciarmeli mi allontanavo in un gioco al limite della tortura.
Non sapevo fino a che punto avrei potuto arrivare, era pur sempre uno sconosciuto che stavo tormentando portandolo a sfiorare il culmine del piacere per poi allontanarmi.
Carlo e i ragazzi erano certamente a pochissimi metri da me, sarebbero intervenuti immediatamente ma io non ero più così sicura che volessi il loro intervento.
Gli sbottonai la camicia, iniziai ad accarezzargli sensualmente i pettorali, stuzzicandogli i capezzoli.
Ricominciai a baciarlo insinuando la mia lingua nella sua bocca desiderosa, le sue mani appoggiate sul mio corpo erano immobili, percepivo nel contatto il desiderio di accarezzarmi, la necessità di raggiungere il mio seno ma ogni volta che si spostavano anche di pochi centimetri mi allontanavo da lui scuotendo la testa in un messaggio chiaro.
Il tempo trascorse veloce, mi divertivo a provocare lo sconosciuto, a portarlo al limite e allontanarmi da lui appena cercava di andare oltre quello che gli concedevo.
Il segno inequivocabile di Carlo mi esortò a porre fine a quel bellissimo gioco.
Scivolai un’ultima volta con le mie labbra lungo tutto il suo torace fine a sfiorare i suoi calzoni, poi mi alzai e mi allontanai da lui sussurrando “Il tempo è finito, ci sono altri clienti che vogliono il salottino”
Incominciai a rivestirmi guardandolo, lo avevo portato ad un livello di eccitazione veramente estremo, restò un attimo a guardarmi mentre mi infilavo nuovamente il vestitino. Raccolsi il perizoma da terra, avevo scelto volutamente di non indossarlo, lanciai uno sguardo verso Carlo che capì immediatamente le mie intenzioni e le approvò con un segno del capo.
Mentre lui si risistemava la camicia mi riavvicinai e gli porsi il mio perizoma.
“Te lo avrei chiesto… per avere la prova che tutto questo non sia stato solo un bellissimo sogno…”
“Chissà che il sogno non continui…” risposi facendogli l’occhiolino prima di uscire dal salottino.
Appena oltre le tende mi aspettava Carlo, mi baciò appassionatamente, “Bravissima!! Hai superato ogni mia aspettativa!”
“Adesso andiamo al tavolo e mi racconti cosa hai provato!”
Ci sedemmo ad un tavolo defilato nel locale, da dove si potevano osservare tutti i clienti, lo sconosciuto uscito dopo di noi dal privè si sedette ad un tavolino e ordinò al cameriere un drink lasciandosi andare sulla poltroncina godendosi i momenti appena trascorsi.
Carlo volle sapere tutto, cosa avevo fatto nei momenti che non aveva visto, cosa avessi provato a sedurre uno sconosciuto, cosa avesse fatto lui.
“È stata un’esperienza unica, bellissima. Ero eccitatissima all’idea che un uomo, uno sconosciuto, mi volesse prendere, lì, sui divanetti.
È stato molto garbato, ha saputo trattenersi, ogni volta che lo provocavo sempre di più, ma lui si è sempre fermato ogni volta che gli dicevo di no!”
“Lo sai che è ancora nel locale?”
“Certo. Gli ho lasciato intendere che potesse non essere finita”
“Allora invitalo a raggiungerci”
Guardai Carlo con uno sguardo talmente sorpreso che dovette ripetermi quello che mi aveva detto.
Guadai nella direzione dello sconosciuto, non aveva ancora ricevuto il drink, i nostri sguardi s’incrociarono, lo fissai per qualche attimo, poi con un gesto della mano lo invitai a raggiungerci.
Lo sconosciuto ci raggiunse e si sedette accanto a me. Ci presentammo, Carlo per primo usando il suo vero nome, di conseguenza lo feci pure io come, immagino, pure lo sconosciuto.
Dopo una breve conversazione basata sul locale e le ragazze presenti Carlo si rivolse a me chiedendomi “Ti è piaciuta l’esperienza nel salottino?”
Senza attendere risposi subito un si convinto.
E poi ancora allo sconosciuto, “E a te?”
“Angela è stata fantastica. Mi ha portato a dei livelli di eccitazione unici… ma rimane comunque un’esperienza incompleta…”
“È stato come annusare un piatto di uno chef stellato e vederselo portare via prima di assaggiarlo!”
“Il piatto di uno chef stellato è un percorso, un’esperienza, non è per tutti…”
"Alcune volte può non piacere.”
“Quando sei davanti ad un piatto stellato, lo riconosci subito, se capisci potresti fare un’esperienza stellata, altrimenti il rischio che non sia di tuo gradimento, il costo e che forse sarà l’unica volta che proverai quell’esperienza!”
Carlo mi guardò negli occhi alla ricerca del mio consenso, ricambiai lo sguardo e accettai con un piccolo gesto impercettibile del capo.
Ci alzammo, mi diressi verso il bagno dove mi infilai nuovamente il plug nel culetto, mentre Carlo salutava Giuseppe e lo sconosciuto saldava il conto dei cocktail.
La notte era calda, decidemmo di camminare nel buio illuminato solo dalla luna piena, conversavo con lo sconosciuto mentre Carlo restava volutamente dietro ad osservarci. Lo sconosciuto ogni tanto mi sfiorava la pelle con le sue dita, procurandomi un brivido diverso dal solito. La presenza di Carlo che ci osservava mi creava un subbuglio interno tale che ogni tanto mi sembrava di perdere l’equilibrio e mi appoggiavo allo sconosciuto godendomi il suo corpo.
Ero molto eccitata, anche perché il plug mi stimolava a dismisura.
Raggiungemmo casa, salii i pochi gradini che conducevano alla porta sculettando come non mai, mi fermai appoggiandomi alla porta con fare provocatorio, volevo capire fino a che punto i due uomini erano disposti ad arrivare. Lo sconosciuto si avvicinò a me e appoggiò le sue labbra sulle mie. Sono morbide, carnose, imprigiona un mio labbro passandoci la lingua sopra. Vedo Carlo osservarci con un sorriso d’approvazione, accetto il bacio dello sconosciuto, lo ricambio con foga, sento la sua lingua entrare nella mia bocca.
Mi blocco per un momento, Carlo nel mentre ha aperto la porta di casa.
Le nostre bocche si stanno cercando, mi sembra di impazzire dall’eccitazione, varcata la soglia di casa lo sconosciuto mi spinge contro un muro, Carlo si avvicina con naturalezza, sento le loro mani sul mio corpo, accarezzarmi, toccarmi, palparmi alla ricerca del loro e del mio piacere.
I vestiti cadono nel breve percorso verso la camera da letto, vorrei sedermi sul letto e cominciare a succhiare i due membri, ma Carlo è di altro parere. Prende in mano la situazione, mi spinge sul letto e dopo avermi aperto le gambe indica allo sconosciuto di inginocchiarsi tra di me e cominciare a leccarmi.
La lingua dello sconosciuto che scivola dolcemente tra le grandi labbra stuzzicando il clitoride e il cazzo di Carlo che sfiora le mie labbra allontanandosi ogni volta che cerco di prenderlo in bocca, mi mandano in visibilio.
Il tutto era partito come una prova di coraggio, adesso sono nuda su un letto pronta a farmi scopare da Carlo e dallo sconosciuto.
L’uomo, di cui mi rendo conto non conoscere neppure il nome, smette di leccarmi e Carlo mi dice di mettermi nella mia posizione..pecorina.. lo sconosciuto, guardandomi da dietro, dice..perfetto..e lo sento appoggiare il suo membro duro sulle labbra del mio sesso ormai fradicio dal piacere provato, e strofinarlo sopra con una lentezza malvagia scatenandomi dei brividi mai provati fino al quel momento.
Riesco finalmente a prendere tra le labbra il fallo duro di Carlo, cominciando un pompino memorabile, vedo gli occhi di Carlo accennare un cenno di approvazione e sento la mia fica dilatarsi mentre il membro dello sconosciuto mi entra dentro.
È un bastone rovente quello che sento insinuarsi, un bastone che comincia a scivolare avanti e indietro mentre continuo nel mio orale.
Un orgasmo mai provato mi sconquassa, le mani di Carlo sul mio seno, le sue dita che mi pizzicano dolcemente i capezzoli, quelle dello sconosciuto che mi tengono ferma per i fianchi mi sembrano bollenti.
Il plug mi procura sensazioni fantastiche, vorrei urlare il mio piacere ma Carlo mi scopa la bocca alla ricerca del suo orgasmo.
Lo sconosciuto si sfila da dentro di me, e una sensazione di vuoto mi pervase, si sdraia sul letto, dove vedevo il suo membro turgido svettare, e pensare che fino a pochi attimi prima era dentro di me, ed era parte integrante del mio corpo.
Smisi di succhiare il membro di Carlo, lasciandolo a pochi attimi dall’orgasmo, scavalcai il corpo sdraiato accanto a me, appoggiai la punta del membro sulle mie grandi labbra e lentamente iniziai a scivolare lasciandolo entrare dentro.
Il brivido che provai era indescrivibile, il mio viso doveva essere sfigurato dal piacere che stavo provando, sentii Carlo sfilarmi il plug e cominciare a penetrarmi con le dita il mio culetto.
Mi chinai verso il torace dello straniero che mi prese tra le sue braccia stringendomi forte a se, sentii Carlo farsi strada con il suo membro nel mio secondo canale, spinse forte, entrò tutto mentre le labbra dello sconosciuto erano appoggiate alle mie e la sua lingua scivolava nella mia bocca.
Cominciarono a scoparmi con un sincronismo unico, quasi come se lo avessero fatto già in passato.
Godevo come una pazza, i miei gemiti si diffondevano per la casa, proseguirono a lungo fino a quando decisero che era il momento di raggiungere il loro piacere.
Si sfilarono quasi contemporaneamente, mi misi seduta sul letto con le gambe divaricate e i piedi sul pavimento, con loro difronte e i membri turgidi, sapevo benissimo cosa fare, ma questa era la prima volta che ne avevo due a mia disposizione, li impugnai e iniziai a masturbarli fin quando Carlo lo volle mettere in bocca perché stava per venire..qualche secondo e mi riempi del suo piacere, mentre lo sconosciuto venne subito dopo e i suoi fiotti di sborra liquida finirono sul mio viso, sul mio seno e sulle mie gambe..io iniziai a ingoiare con passione e risucchiai tutto.
Alla fine mi leccai le labbra soddisfatta, li guardai negli occhi e mi alzai per andare in bagno e concedermi una doccia rilassante
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